Sassuolo-Juventus 3-2: una vergogna. Questa non può essere la Juve
Sassuolo-Juventus finisce 3-2: prestazione indegna dei bianconeri al Mapei Stadium. Una Juve lenta e senza ferocia viene punita nel finale da Bowie.

Ci sono sconfitte che fanno parte del calcio e sconfitte che fanno arrabbiare per come arrivano. Quella della Juventus sul campo del Sassuolo appartiene alla seconda categoria. I bianconeri perdono 3-2 al Mapei Stadium, ma il risultato racconta soltanto una parte della serata: atteggiamento insufficiente, poca intensità, pochissime idee e una squadra incapace di imporre la propria superiorità. E il gol di Bowie all’89’ completa una serata semplicemente indegna per chi porta quella maglia.
Non è il 3-2. È come è arrivato
Diciamolo subito: perdere può succedere.
Succede alla Juventus, succede alle grandi squadre e succede durante una stagione lunga.
Quello che non dovrebbe succedere è vedere una Juventus giocare una partita del genere.
Il Sassuolo batte i bianconeri 3-2 nella quarta giornata di Serie A. È un dato ufficiale, non un’impressione. (ANSA.it)
Ma da tifoso quello che fa più male non è leggere il risultato.
È aver visto la partita.
Una Juventus lenta, prevedibile, poco aggressiva e troppo spesso incapace di comandare il gioco. Una squadra che per lunghi tratti non ha dato la sensazione di comprendere l’importanza della partita.
E questo, sinceramente, è molto più grave dei tre punti persi.
Spalletti aveva chiesto una partita “da Juventus”
Alla vigilia Luciano Spalletti era stato chiarissimo.
Aveva detto che gli infortuni non dovevano rappresentare un alibi e aveva chiesto alla squadra di andare a Reggio Emilia per imporsi, alzando ulteriormente il livello. (La Voce dei Giornalisti)
Perfetto.
Il problema è che in campo abbiamo visto quasi l’opposto.
Le assenze esistono e sarebbe stupido ignorarle. Mancavano giocatori importanti e Spalletti ha dovuto ridisegnare diversi equilibri della squadra.
Ma non può essere una giustificazione.
Perché puoi sbagliare un passaggio.
Puoi perdere un duello.
Puoi avere una serata negativa tecnicamente.
Ma l’atteggiamento non può dipendere dagli infortuni.
La Juventus deve entrare in campo con la sensazione di voler prendere la partita e comandarla.
Questa sera quella sensazione è mancata troppo spesso.
Una squadra senza ferocia
La cosa che personalmente mi ha fatto arrabbiare maggiormente è stata proprio questa.
Dov’è stata la fame?
Dov’è stata la cattiveria?
Dov’è stata quella sensazione che, quando giochi contro la Juventus, devi prepararti a soffrire?
Troppo possesso senza fare realmente male, troppe situazioni gestite con lentezza e una difficoltà evidente nel cambiare ritmo.
Sembrava sempre che dovesse succedere qualcosa.
Poi però non succedeva.
Ed è esattamente il tipo di partita che una squadra con ambizioni importanti non può permettersi di interpretare così.
Il pareggio non aveva cancellato i problemi
La Juventus è riuscita anche a reagire durante la partita.
Sebastiano Esposito ha trovato il gol per il Sassuolo e Zhegrova ha successivamente riportato la Juventus in parità, sfruttando anche un’uscita imperfetta di Muric. (ANSA.it)
Ma attenzione.
Reagire non significa necessariamente aver giocato bene.
Anzi.
A volte un gol rischia persino di nascondere quello che non sta funzionando.
Questa sera la Juventus ha avuto la possibilità di rimettere in piedi una partita giocata male. E proprio quando sembrava possibile almeno evitare il peggio è arrivata la mazzata definitiva.
Bowie all’89’: la fotografia della serata
All’89’ arriva il gol di Bowie.
Sassuolo avanti e Juventus definitivamente punita. (ANSA.it)
Ed è difficile pensare a un finale più rappresentativo della partita.
Quando una grande squadra gioca male ma riesce comunque a rimanere aggrappata al risultato, negli ultimi minuti dovrebbe essere lei ad avere fame.
Dovrebbe essere lei ad andare a cercare la vittoria.
Dovrebbe trasmettere all’avversario la paura di poter perdere la partita in qualsiasi momento.
Invece è successo il contrario.
Ed è questo che non mi va giù.
Le assenze non possono diventare un alibi
Locatelli fuori, altri giocatori indisponibili, una formazione inevitabilmente modificata.
Tutto vero.
Ma la Juventus scesa in campo questa sera aveva comunque abbastanza qualità per fare molto meglio.
Prima della partita Spalletti stesso aveva rifiutato l’idea di utilizzare calendario e infortuni come giustificazione. (Carequest)
Ed è giusto così.
Perché se vogliamo tornare davvero a parlare di una Juventus competitiva ad alto livello dobbiamo smettere di trovare una spiegazione per ogni prestazione insufficiente.
Ci sono serate nelle quali bisogna semplicemente dire:
abbiamo fatto schifo.
E questa è una di quelle.
Anche Spalletti deve assumersi le proprie responsabilità
Naturalmente non possono essere soltanto i calciatori a finire sotto accusa.
Quando una squadra appare così poco brillante, così lenta e così incapace di cambiare l’inerzia della partita, anche l’allenatore deve interrogarsi.
Spalletti ha chiesto pubblicamente una Juventus capace di imporsi.
Non l’ha ottenuta.
Adesso bisognerà capire perché.
Scelte iniziali, gestione della partita, equilibrio del centrocampo, capacità di creare occasioni e reazione mentale della squadra: c’è parecchio materiale sul quale lavorare.
Siamo soltanto all’inizio della stagione e non avrebbe senso trasformare una sconfitta in una sentenza definitiva.
Ma proprio perché siamo all’inizio bisogna intervenire immediatamente.
Questa maglia pretende un’altra mentalità
È probabilmente la cosa più importante.
Non voglio vedere una Juventus che debba necessariamente vincere ogni partita.
Vorrei vedere una Juventus che provi a vincerle tutte.
È diverso.
Puoi uscire sconfitto dopo aver attaccato, corso, lottato e messo alle corde l’avversario.
Fa male, ma lo accetti.
Quello che diventa difficile accettare è vedere una squadra con questa qualità giocare sotto ritmo e svegliarsi soltanto quando la situazione diventa complicata.
La Juventus non può aspettare di prendere uno schiaffo per ricordarsi di essere la Juventus.
E adesso arriva l’Europa
E non c’è nemmeno molto tempo per rimuginare.
Giovedì 17 settembre la Juventus tornerà in campo all’Allianz Stadium contro il NEC Nijmegen, nella prima partita europea della stagione. Il calendario ufficiale della Serie A colloca poi Juventus-Atalanta domenica 20 settembre alle 18:00. (Sportal.it)
Forse è meglio così.
Perché dopo una partita del genere non servono troppe parole.
Serve tornare in campo.
E soprattutto serve una reazione.
Una vera.
Non dichiarazioni, non giustificazioni e non promesse.
Una partita da Juventus.
Perché quella vista questa sera a Reggio Emilia, semplicemente, non lo è stata.
La domanda ai tifosi
Voi cosa salvereste della partita di questa sera? E soprattutto: il problema principale è stato l’atteggiamento dei giocatori, le scelte di Spalletti oppure pensate che questa squadra abbia dei limiti strutturali più profondi?
Dite la vostra, perché dopo una prestazione così c’è davvero tanto da discutere.







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