Juventus 2026/27, si riparte: non chiediamo promesse, chiediamo di tornare a sentirci la Juve
Sta per iniziare la stagione 2026/27 e intorno alla Juventus si respira qualcosa di diverso. Carnevali e Massara hanno cambiato diversi pezzi della squadra, Spalletti ha iniziato a darle una nuova identità e il mercato ha portato rinforzi importanti. Nessuno pretende proclami ad agosto, ma dopo anni complicati noi juventini abbiamo un desiderio semplice: tornare a competere davvero e, magari, alzare finalmente un trofeo.

Ci siamo. Sta per ricominciare tutto
Manca poco.
Tra pochi giorni torneremo a fare quello che facciamo ogni anno: aspettare la partita per tutta la settimana, discutere della formazione, arrabbiarci per una sostituzione, esultare per un gol magari abbracciando chi ci capita accanto.
Sta per iniziare la Juventus 2026/27.
E questa volta la sensazione è particolare.
Non voglio parlare di rivoluzioni, di cicli già aperti o di una Juve pronta a dominare. Ne abbiamo sentite troppe negli ultimi anni.
Questa squadra deve ancora dimostrare tutto.
Però qualcosa è cambiato.
E si vede.
Carnevali e Massara hanno provato a costruire, non semplicemente a comprare
Il mercato della Juventus è stato lungo e a tratti complicato.
Giovanni Carnevali e Ricky Massara, insieme a Marco Ottolini, si sono trovati davanti una rosa che aveva bisogno di essere corretta in diversi punti.
Non bastava comprare qualche giocatore.
Serviva capire quale Juventus costruire.
Sono arrivati giovani sui quali investire, come Jeff Ekhator e Kerim Alajbegović, ma soprattutto sono state completate operazioni pensate per alzare immediatamente il livello della squadra.
Davanti è arrivato Randal Kolo Muani, un giocatore che conosciamo già e che sappiamo quanto possa essere devastante quando riesce ad attaccare gli spazi.
In difesa è arrivato Jhon Lucumí, uno di quei calciatori che magari non fanno impazzire i social nel giorno dell'acquisto, ma che possono diventare tremendamente utili durante una stagione.
E poi c'è la porta.
La Juventus ha scelto Guglielmo Vicario.
Un portiere italiano, nel pieno della maturità, con esperienza internazionale e soprattutto con quella voglia di tornare in Italia per giocarsi qualcosa di importante.
Non è stato un mercato fatto soltanto di nomi.
Almeno questa è la speranza.
Sembra esserci stata l'idea di costruire una squadra più equilibrata, fisica, veloce e adatta al calcio che vuole proporre Spalletti.
E poi ci sono quelli che erano già qui
Perché sarebbe sbagliato parlare soltanto dei nuovi.
Questa Juventus riparte prima di tutto da Bremer.
Riparte da Locatelli, diventato ormai uno dei riferimenti dello spogliatoio.
Riparte da Cambiaso, dalla qualità di Conceição, dagli inserimenti di McKennie e da un Douglas Luiz che sembra avere ancora qualcosa da dire in questa storia.
Ma soprattutto riparte da lui.
Kenan Yildiz.
Quando lo guardiamo giocare sappiamo tutti che c'è qualcosa di diverso.
Non dobbiamo mettergli addosso il peso di diventare il salvatore della Juventus. Sarebbe ingiusto.
Ma possiamo sperare che questa sia la stagione nella quale smetta definitivamente di essere soltanto il ragazzo più talentuoso della squadra e diventi uno dei giocatori decisivi del campionato.
Perché la Juventus ha bisogno anche di questo.
Ha bisogno di qualcuno capace di accendere lo Stadium.
Spalletti adesso deve trasformare i giocatori in una squadra
Il mercato può consegnarti i calciatori.
Poi arriva il campo.
Ed è lì che toccherà a Luciano Spalletti.
Durante la preparazione abbiamo visto esperimenti, cambi di posizione, idee nuove. Abbiamo visto una squadra che prova ad avere maggiormente il pallone e ad attaccare con più uomini.
Non sarà tutto perfetto dalla prima giornata.
Ci saranno partite brutte.
Ci saranno momenti nei quali probabilmente ci chiederemo cosa stia facendo la squadra.
Fa parte del percorso.
Quello che però vorremmo vedere è una Juventus con un'identità.
Una squadra che quando entra in campo sappia cosa vuole fare.
E soprattutto una squadra che non abbia paura.
Non chiediamo di vincere il Triplete. Ma siamo la Juventus
Qui arriva la parte più difficile.
Le aspettative.
Dobbiamo essere realistici: questa Juventus non parte con l'obbligo di dominare il campionato.
Ci sono avversarie forti, alcune probabilmente più complete e altre che lavorano sullo stesso progetto da più tempo.
Ma c'è una cosa che non possiamo cancellare.
Siamo la Juventus.
E quando comincia una stagione, un tifoso della Juventus non può pensare soltanto a qualificarsi da qualche parte.
Dentro di noi c'è sempre quella speranza.
Magari nascosta.
Magari non la diciamo troppo forte perché negli ultimi anni abbiamo imparato a essere prudenti.
Ma c'è.
Vogliamo tornare ad alzare qualcosa.
Non importa se sarà lo Scudetto, la Coppa Italia o un trofeo europeo.
Vogliamo semplicemente tornare a vedere una coppa tra le mani dei nostri giocatori.
Ci manca quella sensazione
Chi tifa Juventus da tanti anni sa esattamente di cosa sto parlando.
Ci manca arrivare a marzo e sapere che siamo ancora lì.
Ci manca guardare la classifica e iniziare a fare i calcoli.
Ci manca una semifinale vissuta con l'ansia per tutta la giornata.
Ci manca entrare nello Stadium sapendo che quella sera può succedere qualcosa di importante.
E soprattutto ci manca quella sensazione che per tanti anni avevamo quasi dato per scontata.
La sensazione che la Juventus potesse vincere contro chiunque.
Non significa essere arroganti.
Significa essere competitivi.
Questa squadra può farci divertire
Personalmente credo che questa Juventus abbia qualcosa di interessante.
Vicario dietro.
Bremer a comandare la difesa.
Locatelli in mezzo.
Conceição che punta l'uomo.
Yildiz libero di inventare.
Kolo Muani davanti.
Ci sono velocità, tecnica, fisicità e soprattutto diversi giocatori che hanno ancora margini di crescita.
Poi servirà capire il centrocampo.
Servirà capire definitivamente il futuro di alcuni giocatori.
E probabilmente il mercato ci regalerà ancora qualcosa prima della chiusura.
Ma la base comincia a esserci.
Il nostro sogno? Arrivare a maggio con qualcosa ancora da giocare
Non voglio scrivere che vinceremo lo Scudetto.
Non avrebbe senso.
Non voglio nemmeno dire che questa Juventus sia già tornata quella di un tempo.
Deve meritarselo sul campo.
Il desiderio per questa stagione è molto più semplice.
Voglio arrivare ad aprile e maggio con la Juventus ancora dentro le partite che contano.
Voglio avere paura di perdere qualcosa perché significa che stiamo giocando per vincerla.
Voglio tornare a vivere quelle settimane nelle quali una partita sembra non finire mai.
E se alla fine riuscissimo anche soltanto ad alzare un trofeo, sarebbe molto più di una coppa.
Sarebbe il segnale che qualcosa sta tornando.
Ora basta mercato. Parlerà il campo
Abbiamo passato l'estate a parlare di Vicario, Lucumí, Kolo Muani, centrocampisti, cessioni, prestiti, diritti e obblighi di riscatto.
Adesso lentamente tutto questo deve lasciare spazio al calcio.
Il 23 agosto comincerà la Serie A.
Da quel momento non conterà più quanto abbiamo pagato un giocatore.
Non conteranno le indiscrezioni.
Non conteranno le promesse.
Conterà soltanto quella maglia.
E noi saremo ancora lì.
Come sempre.
Magari un po' più prudenti rispetto a qualche anno fa. Sicuramente più diffidenti.
Ma con lo stesso identico sogno.
Vedere la Juventus tornare a vincere.
Non sappiamo dove ci porterà questa stagione.
Ma una cosa possiamo dirla già adesso.
Forza Juve. Facci tornare a sognare.







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